STATI GENERALI MoVimento 5 Stelle

La plenaria che ha chiuso gli Stati generali del Movimento era molto attesa.

Il capo politico reggente Vito Crimi, si prepara così a consegnare agli iscritti la votazione sul documento finale.

Una procedura che può apparire solo burocratica, ma che di fatto è il passaggio decisivo per poter modificare lo Statuto e passare da un vertice isolato a una guida collegiale.

Ad aprire i lavori, dettaglio non da poco, è stato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha elogiato chi “ha il coraggio di cambiare idea”, anche andando contro i suoi valori. Poi ha ringraziato i fondatori Grillo e Casaleggio.

In totale sono stati trenta gli interventi dei relatori più votati dalla rete.

Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio con la ormai tradizionale (e fondamentale) mediazione di Roberto Fico che ha massacrato “cordate, correnti e strategie”. Stefano Buffagni ha chiesto di lavorare sul merito e non dimenticare il Nord; la ministra Lucia Azzolina di mettere al centro delle politiche i giovani e le donne; Luigi Gallo, a nome del gruppo Parole Guerriere, ha fatto un appello perché il M5s non “esista solo su internet”; Paola Taverna ha invocato la riforma del titolo V della Costituzione.Il Consigliere Matteo Brambilla ha demolito quelli che per lui sono stati “gli Stati dei generali” e Natascia Guiduzzi ha alzato un cartello per chiedere che siano pubblicati i voti presi dai singoli relatori. Si è rivisto l’animalista Paolo Bernini che in Parlamento divenne famoso per la teoria sui microchip sottopelle o gli ex ministri Danilo Toninelli, Giulia Grillo ed Elisabetta Trenta.

Gli Stati generali hanno come primo obiettivo quello di rigenerare il M5s .

“La coerenza delle proprie idee è un valore, ma quando governi devi considerare la complessità e bisogna avere il coraggio e l’intelligenza di cambiare. (cit. Presidente del Consiglio Giuseppe Conte)

Autore dell'articolo: Maria Grazia Maggio