MoVimento 5 Stelle: salario minimo legale.

Il salario minimo esiste in tutti gli stati membri dell’Unione europea.
Abbiamo presentato degli emendamenti alla proposta di direttiva UE cui gli Stati membri dovranno adeguarsi.
La proposta di direttiva europea della Commissione UE non obbliga gli Stati membri a introdurre il salario minimo, ma fissa la soglia minima del 70% per la contrattazione collettiva, che non verrebbe intaccata nel rispetto quindi della specificità dei singoli Paesi.
Abbiamo convocato le parti sociali per un confronto sul salario minimo in Italia.
La proposta di riforma di quest’ultima era già sul tavolo prima che scoppiasse la pandemia all’inizio dello scorso anno.
Con gli emendamenti abbiamo chiesto:
che il salario minimo sia applicato a tutti i tipi di lavoratori, del settore pubblico e privato;
che il salario minimo sia applicato senza distinzioni, anche ai lavoratori che guadagnano sulla base dei risultati prodotti.
Dovrebbe essere previsto anche per:
lavoratori domestici;
lavoratori intermittenti;
atipici;
apprendisti;
tirocinanti.
Se la direttiva UE parla della soglia minima per la copertura al 70% della contrattazione collettiva, noi del MoVimento 5 Stelle chiedono che venga alzata al 90% e che dovrebbe essere portata al 100% per gli Stati che non hanno il salario minimo legale.
Ancora un altro emendamento per il salario minimo lega questo al livello di povertà relativa. Dal calcolo del salario minimo inoltre dovrebbero essere escluse le spese legate al lavoro come attrezzature, straordinari, ferie e bonus per esempio.
Chiediamo, anche, che con la direttiva UE vengano poi penalizzate le aziende che non rispettano il salario minimo e quindi che le stesse possano essere escluse da bandi pubblici e fondi europei.
E’ un diritto vedersi riconosciuto il “giusto” compenso per le proprie prestazioni!

Autore dell'articolo: Maria Grazia Maggio