Un cittadino informato è una persona più libera.

14639855_10210858010674200_6256975132650930641_n

Il referendum costituzionale non è una gentile concessione della Boschi o di Renzi e non è un si o un no al presidente del consiglio. La Corte costituzionale nel 2014 ha dichiarato parzialmente illegittima la legge elettorale, il Porcellum, grazie alla quale abbiamo questo parlamento. Mi chiedo: può una istituzione politicamente delegittimata varare la più grande riforma costituzionale della storia d’Italia? Il senato si trasforma, non ci saranno più rappresentanti eletti dal popolo ma scelti dai consigli regionali e dai comuni. Questa riforma non si può capire se non strettamente collegata alla legge elettorale che ha cambiato nome ma che contiene le stesse anomalie di quella precedente: liste bloccate e assenza voto preferenza. Con questa legge e con la riforma costituzionale, l’italia si avvia a diventare una repubblica presidenziale sul modello americano, con un leader presidente e un opposizione senza garanzie. Poi c’è il fattore linguistico: i nostri padri costituenti dopo aver svolto il loro lavoro sottoposero la costituzione a un grande linguista Pietro Pancrazi che la rese ancora più semplice, snella e lineare. La costituzione è il filo diretto tra i cittadini e le istituzioni e questa politica poco lungimirante e, diciamolo, poco colta l’ha riempita di tecnicismi , di rimandi, di visto che, tanto “da farla somigliare a un regolamento di condominio”
La nostra costituzione è un modello di solidarietà , di giustizia e di buon senso. Cambiarla oggi, non significa migliorarla ma solo mettere in pericolo le poche certezze che restano a questa nostra democrazia.
Della riforma costituzionale si parlerà sabato, 22 ottobre, in piazza municipio ad Aversa. Saranno presenti molti meetup campani, deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, e il costituzionalista Massimo Villone. Perché un cittadino informato è una persona più libera.

Maria Grazia Mazzoni

Portavoce del M5S Aversa

#leragionidelNO

 

Autore dell'articolo: Raffaele Pagliuca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *