Salviamo Internet dalla censura

Internet sta correndo un pericolo molto grave.

Dobbiamo salvare Internet dalla censura europea. Oggi diamo per assodato che Internet sia un “luogo” libero e aperto. Diamo per scontato l’accesso a Internet, la possibilità di condividere informazioni e conoscenza in senso generale. E’ normale condividere dei commenti di un blog, un tweet, dei contenuti di Github, foto di Instagram, risposte ad articoli di giornale, ecc.

Ebbene tra poco tutto questo potrebbe non essere più così normale. Infatti, se il Parlamento europeo deciderà di accelerare l’approvazione della nuova direttiva sul diritto d’autore, questa, una volta promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet. Ma già da oggi, 3 luglio 2018, possiamo averne un piccolissimo assaggio, tant’è vero che se vi è capitato di cercare qualcosa su Internet e avete aperto Wikipedia, vi sarete accorti che il sito di Wikipedia in italiano è oscurato. Questo perché Wikipedia Italia ha deciso di far sentire forte la sua voce con una forma di sciopero in nome della libertà di tutto Internet e della sua stessa sopravvivenza.

Oltre a Wikimedia(qui), hanno espresso la loro contrarietà all’approvazione di questo regolamento centinaia di studiosi, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui) e 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui). Il 28 giugno 2018 Luigi Di Maio, nel suo intervento all’Internet Day organizzato da Agenzia Italia, ha detto “È inaccettabile, e come governo ci opporremo. Faremo tutto quello che è in nostro potere per contrastare la direttiva al Parlamento europeo e qualora dovesse passare così com’è, dovremo fare una seria riflessione a livello nazionale sulla possibilità o meno di recepirla.

Ma quale è il problema?

Il contenuto della nuova direttiva è disastroso, in particolare per due provvedimenti: l’articolo 11 e l’articolo 13.

L’articolo 11 prevede un diritto per gli editori, i grandi editori di giornali, di autorizzare o bloccare l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni introducendo anche una nuova remunerazione, la cosiddetta link tax. In pratica chiunque volesse condividere il link ad un articolo, inclusi i titoli e le miniature, dovrebbe pagare una tassa ai publisher, dal momento della pubblicazione per 20 anni.

L’articolo 13, il più controverso, prevede invece la “censura” automatica dei file caricati se violano in qualche modo il diritto d’autore. Il compito verrebbe affidato a soggetti privati, oggi multinazionali americane ma domani forse cinesi, il potere di decidere che cosa possiamo vedere o condividere. In ogni caso la piattaforma on-line sarebbe sempre responsabile per i contenuti caricati dagli utenti.

Cosa possiamo fare

Chiedere ai politici al Parlamento Europeo di non approvare questo regolamento, chiamandoli o scrivendogli.

La pagina SaveYourInternet creata da Copyright for Creativity.

Abbiamo inoltre creato una pagina apposita per inviare una e-mail ai parlamentari italiani

 

Per approfondire:

La proposta di direttiva del Parlamento Europeo

Luigi Di Maio: Salviamo la Rete dal bavaglio europeo

Isabella Adinolfi: Salviamo Internet dalla censura europea

Guido Scorza (avvocato e docente di diritto delle nuove tecnologie): Copyright, dalla UE una minaccia alla libertà di Internet

Wikimedia, pagina di approfondimento e le proposte alternative.

La pagina creata apposta da Copyright for Creativity e supportata da molte organizzazioni della società civile.

Save the link

 

“Internet Day”, l’intervento dalla Camera dei Deputati di Luigi Di Maio

#NoLinkTax #SalviamoInternet

Autore dell'articolo: Giuseppe Carrera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *